Realtà digitale
La rete internet, caratterizzata dal world wide web (www), ha favorito la crescita culturale, economica e sociale di ogni comunità e rimane tutt’ora un potente mezzo che aiuta a migliorare la vita quotidiana di ciascuno di noi. Tuttavia, la nuova tecnologia presenta alcuni limiti che impediscono agli utilizzatori di avere risposte completamente aderenti alla realtà. I riscontri che la rete fornisce sono il risultato di un’infinità di informazioni prodotte e diffuse da algoritmi che ne distorcono i contenuti, a piacimento dei pochi gestori.
Renzo Pegoraro
2/14/20262 min leggere
La rete internet, caratterizzata dal world wide web (www), ha favorito la crescita culturale, economica e sociale di ogni comunità e rimane tutt’ora un potente mezzo che aiuta a migliorare la vita quotidiana di ciascuno di noi. Tuttavia, la nuova tecnologia presenta alcuni limiti che impediscono agli utilizzatori di avere risposte completamente aderenti alla realtà. I riscontri che la rete fornisce sono il risultato di un’infinità di informazioni prodotte e diffuse da algoritmi che ne distorcono i contenuti, a piacimento dei pochi gestori. Il risultato del processo conoscitivo è simile alla visione ottenuta guardando gli oggetti attraverso una lente convessa. Infatti, l’uso continuo del sistema digitale amplifica una serie di fenomeni psicologici e cognitivi, studiati attraverso le neuroscienze, che creano un ambito dove si generano e si alimentano narrazioni, luoghi comuni, paure, credenze. L’elevata disponibilità e la facilità d’accesso a tali dati crea la falsa convinzione di essere padroni e di poter discettare di qualsiasi argomento, attraverso conclusioni prive di ogni verifica o fondamento, che sicuramente alterano la percezione della realtà. Mentre nel mondo analogico quel che pensiamo su qualcosa o su qualcuno può essere condiviso e discusso con un gruppo di persone, limitato nel tempo e nello spazio, oggi ci convinciamo che con un click sullo smartphone, nel luogo più isolato del mondo, possiamo ottenere un’informazione immediata e valida, in quanto condivisa da migliaia da altre persone che, come noi, dimostrano interesse ad una determinata notizia. Non ci accorgiamo che le risposte che il sistema fornisce sono fortemente condizionate ad un interesse specifico e quindi molto lontane da un’informazione attendibile ed oggettiva. A causa di tale distorsione, il digitale provoca nell’ utilizzatore assiduo la perdita di fiducia nelle figure che socialmente dovrebbero rappresentare un punto di riferimento informativo: istituzioni, media, partiti, medici, scienziati, università, ecc. I luoghi comuni, gli errori, le cattive gestioni, sono amplificati da narrazioni collettive del web che prendono la forma di giudizi inequivocabili, i quali minano la credibilità, l’autorevolezza e il ruolo stesso dei soggetti coinvolti. Così lo scienziato è sempre al soldo delle multinazionali, il politico è corrotto, il giornalista asservito, ecc. Sulla narrazione costruita mediante internet è necessario evidenziare, inoltre, che essa è prodotta da algoritmi in mano a pochi gestori, i quali attraverso i nostri click, tendono a riproporre contenuti informativi e fonti simili a quelli che abbiamo precedentemente selezionato. Da quanto evidenziato, appare evidente quanto sia semplice, oggi, sostenere un’idea sbagliata, una notizia distorta, fare propaganda, diffondere una fake news, ecc., sfruttando la scarsa conoscenza dei fatti, le paure, i timori, i dubbi, i bisogni delle persone. Basta costruire una notizia falsa, ma verosimile, atta a stimolare emozioni, a soddisfare particolari esigenze o a confermare dubbi, per alimentare, attraverso internet, considerazioni e notizie prive di fondamento (tra l’altro, è stato rilevato che solo il 50% dei lettori in Italia è in grado di comprendere ciò che legge). L’uso del digitale può, quindi, aprire scenari preoccupanti: l’aumento sempre maggiore di facinorosi in grado di usare internet per scopi fraudolenti o poco nobili, a causa della sua accessibilità ed economicità, l’accentramento nelle mani di pochi o di organizzazioni strutturate del potere di governare una verità percepita o di manipolare a proprio uso e consumo le scelte di una comunità. Si può obiettare che esistono altri mezzi, altre forme e dinamiche di persuasione oltre alla realtà digitale. È vero, ma si deve prendere atto anche che, oggi, viviamo in un unico ecosistema informativo nel quale internet è il mezzo più immediato ed efficace, che consente di connettere tra loro moltitudini di persone, annullando le dimensioni spazio-tempo. È un sistema pervasivo e potente di cui dobbiamo diventare consapevoli, per far sì che esso torni ad essere esclusivamente una splendida occasione di crescita collettiva.
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